Forse sono state quelle parole, allora incomprensibili, forse è stato il clima semplice, genuino, autenticamente religioso dell'infanzia, ad accompagnare i primi passi sulla via dei poveri.
Certamente, alla scuola di Don Bosco ho imparato a capire il linguaggio dei ragazzi, dalla sua passione per "ladroncelli e sbandati" ho scoperto la gioia della compagnia dei ragazzi senza vitamine di amore. E' stato il suo animo di educatore, grande come la sabbia del mare, ad insegnarmi il valore del nulla ti turbi. Ho riscoperto nella sua pedagogia la pazienza tenace del contadino, quella stessa forza vissuta accanto alla mia gente. Santa pazienza nell'attesa del raccolto!...
...Don Bosco mi ha convinto che anche con pochi spiccioli si può scommettere sulla salvezza di un'anima. ... Per anni ho subito il tormento dell'interpretazione della categoria dei "giovani poveri e abbandonati"... Talvolta le disquisizioni erano solo paravento per mascherare una vita comoda o nascondere la paura di liberarsi dalle proprie insicurezze....
Solo quando i ragazzi della strada torneranno ad essere i signori delle nostre premure, si potrà rivivere la stagione delle origini.
(Don Alfonso Alfano - "Sulle strade del cuore" 1996 - pag.67)
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